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sabato 24 maggio 2014

Rilancio dell'occupazione, il decreto del Governo

Riportiamo il comunicato della Presidenza del Consiglio  per l'approvazione da parte della Camera del Decreto  Lavoro

Il Decreto lavoro, contenente le misure per il rilancio dell’occupazione, è stato convertito in legge il 15 maggio dalla Camera dei Deputati.
Riforma e semplificazione dell’apprendistato, dei contratti a tempo determinato, del DURC, il Documento unico di regolarità contributiva cui sono tenute le imprese: sono i punti principali su cui è incentrato il provvedimento (decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese). Il decreto, che nel corso dell’iter parlamentare di conversione è stato oggetto di varie modifiche, è parte integrante del Jobs Act presentato dal Consiglio dei Ministri del 12 marzo 2014.
Queste alcune delle novità introdotte.
CONTRATTI A TERMINE 
Le disposizioni riguardano i contratti a tempo determinato (c.d. lavoro a termine) e di somministrazione di lavoro a tempo determinato.
La riforma modifica in vari punti il decreto legislativo n.368/2001 e il decreto legislativo n.276 del 2003, prevedendo l’innalzamento da 1 a 3 anni, comprensivi di un massimo di 5 proroghe della durata del rapporto a tempo determinato (anche in somministrazione) che non necessita dell’indicazione della causale per la sua stipulazione (c.d. acausalità).
Viene introdotto un “tetto” all’utilizzo del contratto a tempo determinato, stabilendo che il numero complessivo di rapporti di lavoro a termine costituiti da ciascun datore di lavoro non può eccedere il limite del 20% dei lavoratori a tempo indeterminato alle sue dipendenze. Il superamento del limite comporta una sanzione amministrativa pari al 20% e al 50% della retribuzione per ciascun mese di durata del rapporto di lavoro, se il numero di lavoratori assunti in violazione del limite sia, rispettivamente, inferiore o superiore a uno. Per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti è comunque sempre possibile stipulare un contratto a tempo determinato. Il limite del 20% non trova applicazione nelsettore della ricerca, limitatamente ai contratti a tempo determinato che abbiano ad oggetto esclusivo lo svolgimento di attività di ricerca scientifica, i quali possono avere durata pari al progetto di ricerca al quale si riferiscono.
APPRENDISTATO
La riforma modifica in vari punti il D.Lgs. 167/2011 e la L. 92/2012. Semplificata la redazione del piano formativo individuale: il contratto di apprendistato deve contenere, in forma sintetica, il piano stesso, definito anche sulla base di moduli e formulari.
Per quanto concerne la stabilizzazione degli apprendisti (ossia la loro assunzione con contratto a tempo indeterminato a conclusione del periodo di apprendistato), viene circoscritta l’applicazione della norma alle sole imprese con più di 50 dipendenti, e ridotta al 20% la percentuale di stabilizzazione.
Il datore di lavoro ha l'obbligo di integrare la formazione aziendale con l’offerta formativa pubblica, che dovrà essere gestita dalle Regioni; l’obbligo viene meno nel caso in cui la Regione non comunichi le modalità per usufruirne entro 45 giorni dall’instaurazione del rapporto di lavoro con l’apprendista.
La retribuzione dell’apprendista, fatta salva l’autonomia della contrattazione collettiva, deve tener conto delle ore di formazione almeno in misura del 35% del relativo monte ore complessivo, in considerazione della componente formativa del contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale.
CONTRATTI DI SOLIDARIETA'
Con decreto interministeriale saranno stabiliti i criteri per l’individuazione dei datori di lavoro beneficiari delle agevolazioni, già previste dalla legislazione vigente, per i contratti di solidarietà,innalzando (da poco più di 5) a 15 milioni di euro, a decorrere dal 2014, il relativo limite di spesa nell’ambito del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione. Inoltre, viene fissata al 35 % la riduzione della contribuzione previdenziale per i datori di lavoro che stipulano contratti di solidarietà con riduzione dell’orario di lavoro superiore al 20% .
DURC
Il Durc (Documento unico di regolarità contributiva), il documento sugli obblighi legislativi e contrattuali delle aziende nei confronti di Inps, Inail e Cassa edile, viene “smaterializzato”: attraverso una semplificazione dell’attuale sistema di adempimenti richiesti alle imprese per la sua acquisizione. In particolare, si prevede che la verifica della regolarità contributiva nei confronti dell'INPS, dell'INAIL (e, per le imprese operanti nel settore dell'edilizia, delle Casse edili), avvenga, da parte di chiunque vi abbia interesse, in tempo reale e con modalità esclusivamente telematiche, attraverso un’interrogazione negli archivi dei citati enti che ha una validità di 120 giorni a decorrere dalla data di acquisizione. La puntuale definizione della nuova disciplina della materia è rimessa a un decreto interministeriale, da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge.

venerdì 25 ottobre 2013

Servizio Civile: scade il 4 novembre il bando per 15.466 posti

Servizio Civile: scade il 4 novembre il bando per 15.466 posti

Pubblicato il bando di selezione per 15.466 posti di volontario nei progetti di Servizio Civile Nazionale (di cui 502 all’estero) che riguardano i settori dell’educazione, del patrimonio artistico e culturale, dell’ambiente, della protezione civile e dell’assistenza alle fasce più deboli.
Il bando pubblicato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale - precisa una nota del Consiglio dei Ministri - è aperto a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni di cittadinanza italiana. La domanda di partecipazione, indirizzata all'Ente che ha proposto il progetto, andrà presentata entro le ore 14.00 di lunedì 4 novembre 2013.

9.500 domande per gli incentivi del Governo

Assunzioni "under 30": in una settimana  9.500 domande per gli incentivi del Governo

Sono 9.500 le domande presentate in una settimana dalle aziende per ottenere i benefici per l’assunzione dei giovani under 30, previsti dal decreto legge 28 giugno 2013, n. 76 (convertito con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99).

Sono 9.500 le domande presentate in una settimana dalle aziende per ottenere i benefici per l’assunzione dei giovani under 30, previsti dal decreto legge 28 giugno 2013, n. 76 (convertito con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99).
La cifra - precisa una nota del Consiglio dei Ministri -,  emerge da una rilevazione dell'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), a cui le domande vanno presentate per via telematica.
Gli incentiviGli incentivi sono riconosciuti alle aziende che assumono giovani fra i 18 e i 29 anni privi di impiego da almeno sei mesi o senza un diploma di scuola media superiore o professionale, oppure che trasformino un rapporto di lavoro già esistente da tempo determinato in un rapporto a tempo indeterminato.
Il premio previsto dal “decreto Giovannini” per il datore di lavoro è pari ad un terzo della retribuzione del giovane assunto (fino a un massimo di 650 euro al mese) per una durata massima di 18 mesi (12 mesi nel caso di trasformazioni di contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato).
L’accesso agli incentivi può essere richiesto all’INPS esclusivamente dalle aziende. É bene ricordare che gli incentivi sono riconosciuti per le assunzioni avvenute a partire dal 7 agosto 2013, data di emanazione del decreto di riprogrammazione delle risorse del Piano Azione Coesione, e fino al 30 giugno 2015, subordinatamente alla verifica da parte dell’INPS della capienza delle risorse finanziarie.
I datiLa rilevazione dell’INPS fornisce la proporzione fra nuove assunzioni e trasformazioni di rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato: l’81% circa delle domande riguarda nuove assunzioni e il 19% si riferisce invece a trasformazioni. L’importo impegnato fino ad oggi è di circa 105 milioni di euro, pari al 13,2% del totale stanziato (794 milioni di euro).
Ecco la tabella che riassume i nuovi posti di lavoro in tutte le regioni italiane.
 
Regionetotale domande
Abruzzo252
Basilicata168
Bolzano91
Calabria427
Campania1161
Emilia Romagna648
Friuli Venezia Giulia188
Lazio860
Liguria188
Lombardia1738
Marche213
Molise61
Piemonte657
Puglia660
Sardegna319
Sicilia583
Toscana454
Trento74
Umbria120
Valle d'Aosta11
Veneto627
totale9500

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